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sabato 10 febbraio 2007

Questione di tempismo

Prima di puntare il dito e parlare, meglio stare attenti!

A chi di voi non è mai capitato di fare delle brutte figure? Credo proprio a nessuno. Le mie le racconterò in questo blog e lo farò "a puntate", ovvero quando ne avrò voglia ne racconterò una. Ecco la prima puntata.
Questo episodio è successo qualche anno fa. Andrebbe raccontato gesticolando per rendere al meglio l'idea, ma accontentatevi di leggerlo!
Ricordo che era l'ultima settimana di scuola del secondo anno delle superiori. E c'era l'ora di biologia. Come sempre, quando c'era questa materia, l'ultimo pensiero che potesse sfiorarmi il cervello era quello di ascoltare quel sedere abnorme chiamato professoressa spiegare la lezione. Piuttosto parlavo del più e del meno con i miei compagni, rigorosamente in fondo alla classe, il più lontano possibile dalla cattedra.
Ad un certo punto sentii i miei compagni urlare ed inveire contro la professoressa. Non capii il perchè, chiesi informazioni ma nessuno mi sentiva! Queste urla durarono oltre un minuto fin quando, dopo le mie ripetute sollecitazioni, mi venne finalmente spiegato che la professoressa aveva appena fissato un compito in classe per il giorno dopo.
La cosa non era affatto strana. Come detto, eravamo alla fine dell'anno scolastico ed ancora nell'ultimo trimestre non avevamo fatto nessun compito. C'era insomma da aspettarsi questa decisione. Eppure quelle proteste molto colorite nonchè prolungate mi colpirono profondamente nel cuore e nella mente convincendomi ad unirmi alla battaglia insieme ai miei compagni contro l'iniquo compito in classe assegnatoci!
Nella mia protesta, siccome sarei partito in netto ritardo rispetto ai miei compagni, ritenni opportuno guadagnare il tempo perso in precedenza andando "un po'" sopra le righe. Pensai dunque di alzarmi, puntare il dito verso la professoressa (approfittando del fatto di essere coperto dai miei compagni i quali erano tutti in piedi) ed urlare a squarciagola (tanto la mia voce era coperta dalle altre) il seguente "quesito": MA CHE CAZZO DICI!?!
Incredibilmente però, mentre io mi alzavo, la professoressa con un urlo fece sedere e zittire tutti i miei compagni. In pratica quella frase gliela dissi proprio in faccia! Non so quale santo quell'anno mi salvò dalla sospensione e dalla bocciatura.

VIVA IL TEMPISMO!!!

giovedì 25 gennaio 2007

Mattinata alla posta

Qui sopra, l'inferno!

Questo episodio è accaduto qualche giorno fa. Vado alla posta per due motivi: pagare una bolletta ed attivare una scheda.
Mi sveglio di buon mattino per essere tra i primi, arrivo alla posta ed ecco già il primo problema: la porta d'ingresso è guasta e dunque devo attendere che dalla porta d'uscita smettano di uscire! Alla fine una vecchietta si accorge di me, fa un passo indietro e lascia che finalmente la porta si apra dalla mia parte. Sia benedetta!
Entro, vado a prendere il biglietto ed ecco la seconda spiacevole sorpresa: apprendo che non bisogna prenderne solo uno ma tanti quante sono le operazioni da svolgere. Nel mio caso, dunque, uno per la bolletta e l'altro per la scheda. Qualcun altro probabilmente ne avrebbe presi due, di biglietti, fregandosene altamente del fatto che, non avendo il dono dell'ubiquità, nel caso -seppure remoto- in cui entrambi i turni fossero arrivati nello stesso momento, un biglietto sarebbe andato perduto. Io invece mi sono interrogato su quale fosse opportuno prendere per prima, vittima del mio malsano perfezionismo, ed ho deciso di far prevalere quello della scheda, la cui fila -numeri alla mano- pareva essere la meno lunga.
Non ho purtropppo tenuto in considerazione il fatto che lo Stato quando ha da prendere dei soldini non ci mette troppo tempo, quando invece deve farti un servizio i tempi della burocrazia dimostrano tutto il loro peso. Ecco dunque che la fila per pagare le bollette se ne andava via che era un piacere, mentre la mia arrancava.
Da aggiungere che erano ben tre gli sportelli, ciò nonostante si serviva in media un cliente ogni 10 minuti. Aggiungiamo anche che c'è stata una bella scazzottata tra due uomini ad aver rallentato il tutto. Pare che il motivo del contendere fosse la somma di 25 euro. Dopo svariate minacce ed innumerevoli insulti, uno dei due uomini ha leggermente spinto la moglie dell'altro, quest'ultima è cascata a terra (se volete immaginarvi la scena tenete presente l'episodio di Totti) al grido di "lei è un bastardo, un indegno (cosa c'entrava?), un pezzo di m..., un figlio di p... e un maleducato (sic)". A quel punto, il marito della "simulatrice" (perchè si è visto da lontano un miglio che trattavasi di semplice spintarella) non ci ha visto più, o meglio ha approfittato della situazione, ed ha iniziato a picchiare quel poveretto che era robusto un terzo dell'altro.
Io, inguaribile pacifico, ho tentato invano di invitare qualcuno ad aiutarmi a dividere i "contendenti", ma nessuno s'è scomodato ed hanno preferito continuare a godersi la scena. Non c'era altra soluzione: o intervenivo io, o quell'uomo sarebbe finito all'ospedale! Scelsi la prima opzione, incurante dei miei infelici precedenti: dovete sapere infatti che a scuola molto spesso mi è capitato d dividere compagni di classe che si menavano, sempre tra l'indifferenza generale. E' più forte di me, se io non intervenissi e la situazione degenerasse, mi riterrei co-responsabile di quanto accaduto.
Purtroppo, come si dice dalle mie parti, "cu spatti avi a megghiu patti" ovvero "chi divide ha la parte migliore": ricordo, in ordine di "gravità", di aver gentilmente ricevuto un calcio su un perone, un pugno in un occhio (ho temuto per qualche giorno di subire gravi danni alla vista), un colpo di cintura nell'altro occhio, una spinta da uno dei due "dividendi" che mi ha fatto sbattere la testa su un banco e poi l'opera d'arte, uno specchietto di un'automobile staccato per l'occasione e che ha colpito il sottoscritto anzichè il legittimo destinatario!
In ogni modo, stavolta mi è andata meglio (quando si dice l'esperienza!): ho minacciato i due di denunciarli (di quale reato? Boh!) e sono riuscito a calmarli senza subire nemmeno un graffio. Sembrava tutto finito, invece un'impiegata ha ben pensato di mostrare al mondo la sua genialità; si rivolge ad uno dei due dicendogli "non potete litigare, qui(!), sbrigatevela fuori!". Detto fatto, i due si sono dati appuntamento e chissà com'è finita...
La giornata non era caldissima, ma la mancanza di aria condizionata, il concitato episodio di cui sopra, il nervosismo che mi provocava vedere le persone che si "lanciavano" letteralmente per uscire ed aver la precedeza nei confronti di chi voleva entrare, mi avevano provocato un mal di testa terribile. Ero davvero esausto. Un'ora e mezza lì dentro senza concludere un bel niente.
La nota positiva era che molte delle persone che sarebbero state prima di me hanno rinunciato andandosene a casa. In un lampo arriva il mio turno, schiarisco la voce e fiero chiedo all'impiegato come fare ad ottenere quella stramaledetta scheda. Mi dà il modulo da compilare (perdo altri 10 minuti per completare questa operazione), dopodichè mi chiede la carta d'identità. Si accorge che è scaduta (da agosto!) e dunque non è possibile far nulla.
Vorrei ucciderlo, o suicidarmi, non so, alla fine opto per una terza via: gli chiedo scusa io per il disagio e me ne vado, senza nemmeno prendere il biglietto per pagare la bolletta. Che se la sbrighi mio fratello!

CARA POSTA, SO IO DOVE "INVIARTI"!!!

lunedì 15 gennaio 2007

Auguri di buon anno

Qui sopra, l'immagine di auguri meno brutta che ho trovato

Ci sono gli auguri sinceri ed insinceri, sentiti e non sentiti, opportuni ed inopportuni, aprezzati e non apprezzati; ma poi ci sono anche gli auguri in anticipo, quelli puntuali e quelli in ritardo. Questi miei sono in ritardo, molto in ritardo.
Un po' perchè non ho avuto molto tempo ma soprattutto per carenza di volontà ed eccesso di (immotivata) stanchezza, ho abbandonato questo blog a se stesso, preda degli hacker e di chiunque mi vuol male. Purtroppo nessuno mi odia così tanto da devastare questo blog e dunque sono obbligato a scrivere ancora...
Probabilmente - ecco la vera novità del 2007 - i miei post d'ora in poi saranno spesso più corti che in precedenza; seguirò insomma l'esempio di molti altri blogger. Così facendo non sterminerò più di tanto i vostri neuroni ed al contempo potrò aggiornare più spesso questo inutile spazio che occupo.
Tornando in tema auguro a tutti voi che mi leggete, ma solo a voi (con eventauali coniuge e figli a carico, oltre non ci vado), un anno ricco di soddisfazioni. Come ho scritto via sms il 31 dicembre scorso a chi conosco "che il 2007 possa concederti ciò che il 2006 ti ha negato" (che poi è l'sms che invio ogni 365 giorni cambiando solo gli anni).
Non so a cosa possano servirvi questi miei auguri a metà gennaio: se volete, prendeteveli; altrimenti riciclateli per il prossimo anno...

FELICE 2007!!!

mercoledì 27 dicembre 2006

Esonero di Mister Zdenek Zeman

Qui sopra, Zdenek Zeman, un uomo troppo vero in un mondo troppo finto

Questo post è molto strano per più di un motivo ma in particolar modo perché, mentre scrivo, non ho per nulla la voglia di scherzare, di ridere, di essere ironico o sarcastico. E' troppa la stima che nutro nei confronti dell'allenatore boemo per riuscire a nascondere la rabbia che la notizia del suo esonero mi ha fatto provare. Avevo in mente ben altro post per finire il 2006, ma lo posticiperò ad inizio 2007 per dare la precedenza ad un vero uomo di sport che è stato nuovamente tradito e colpito alle spalle.
Io ho perso gran parte di fiducia nel mondo del calcio, questo sporco mondo sul quale peserà eternamente come un macigno "calciopoli" con tutti i suoi protagonisti, e solo la figura di Zdenek Zeman, l'uomo pulito, senza peli sulla lingua, vittima del sistema e ribelle nei confronti del medesimo, mi dà tutt'oggi la spinta per credere in un calcio migliore.
Nell'estate più brutta per lo sport che più amo, l'unica notizia che mi ha fatto piacere e mi ha consolato è stata proprio quella del ritorno del tecnico boemo su una panchina, precisamente a Lecce. Il fatto che si trattasse di serie B poco m'importava: il presidente Semeraro parlava di progetto triennale e questa mi sembrava già una garanzia. Purtroppo, non essendo io leccese e non conoscendo la società, mi ero fidato. Mi pareva l'occasione giusta, in una città in cui aveva già allenato ed in una squadra con la quale aveva ottenuto ottimi risultati appena due anni prima.
Ma non voglio addentrarmi in questa discussione piuttosto sterile: ormai quel che è fatto è fatto, Zeman è stato esonerato e probabilmente dovrà aspettare ancora molto tempo prima di ottenere la fiducia di un altro presidente (ribadisco ciò che ho scritto a Babbo Natale, voglio il boemo al Milan!)
Se ho scritto questo post lo devo ad un utente leccese del sito ufficiale di Zdenek Zeman; è solo ricopiando qui un suo post che ho la possibilità di mettervi un tocco di ironia, necessario in questo blog. Di certo io non sarei stato capace di ironizzare su questa situazione.
Concludo proprio riportando lo scritto di Thanos (il quale ringrazio nuovamente per il permesso accordatomi):

Egr. Mister Zeman,
non sarò certo io a doverti dare consigli su come superare questo momentaccio. Ma permettimi questo pensierino, se mai lo leggerai.
Come ogni imprenditore 'serio' che si rispetti anche Semeraro aveva un progetto per te, Mister, e per noi tifosi. Progetto che si doveva tradurre nel conseguimento di 3 risultati: innanzitutto ripetere il miracolo delle Nozze di Cana (tradotto calcisticamente: trasformare 21 bidoni in stelle del firmamento calcistico internazionale); però, siccome il buon Sem è anche un mecenate, ha chiesto che tu facessi, giacchè ti trovavi, la Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci (tradotto: spendo 4 soldi nei sopracitati 21 bidoni e guadagno una montagna di soldi dopo che il Boemo ha usato la sua bacchetta magica!); ultimo risultato da conseguire, in una serie B mediocre e senza vere squadre leaders come quella di quest'anno, raggiungere il 1° posto con 825 punti di vantaggio sulla seconda classificata.
E siccome tu, caro Mister, non sei riuscito a conseguire alcuno dei risultati certamente alla tua portate con l'ottimo materiale umano messoti a disposizione, e siccome hai 'osato' rispondere per le rime a un gruppo di tifosi e soprattutto hai perso la Disfida di Barletta con i cugini Baresi, i Semeraro hanno pensato bene di farti il regalo di Natale. A CASA MISTER!!!
E qui, come sempre, lo stile sobrio e signorile dei Semeraro è emerso rispetto alla tua inettitudine a portare al semplice traguardo che ti avevano posto 21 campioni del calcio stellare. Licenziare una persona a Natale è il massimo delle nefandezze, delle bassezze che un datore di lavoro possa compiere nei confronti di uno dei suoi dipendenti. In confronto ai Semeraro, per stile e dignità, i vermi camminano eretti!!! Propongo a tutti i leccesi che navigano in questo sito di pubblicare nel prossimo "Festa Noscia" di Sant'Oronzo 2007 tra le "Cose che Brillano" questa particolare 'dote' dei petrolbanchieri leccesi.
Ed è per questo, Mister, che ti dico con estrema sincerità: NON TI CURAR DI LORO, MA PISCIA E PASSA!!!
E scusa la volgarità sotto a Natale.

BUONA FORTUNA MAESTRO!!!

domenica 24 dicembre 2006

Lettera a Babbo Natale

Qui sopra, Babbo Natale alle prese con le mie richieste

Caro (o economico che tu sia) Babbo Natale,
come già ben saprai, a me il Natale piace poco e niente: troppo consumismo, troppo traffico in città, troppo freddo, troppa ansia nell'attesa dei regali, troppi servizi in merito su Studio Aperto e troppo poco vero e sano spirito natalizio. Se non fosse per il ricongiungimento con (quasi) tutti i parenti più stretti, cancellerei volentieri questa data dal calendario.
Inoltre, ad essere sincero, non so nemmeno se questa lettera ti perverrà mai. E sì, perchè io a te non è che ci creda tantissimo, forse non ci o mai creduto, non ricordo. Ma dato che per un certo periodo ho anche creduto alle promesse di Berlusconi, non vedo perchè anche tu non debba avere una chance. E' per questo che, anche se un po' in ritardo, ti scrivo questa lettera nella speranza che tu possa entro oggi esaudire i miei desideri (e poi è il tuo lavoro dunque datti una mossa). D'altra parte tu sei Babbo Natale, quello che può tutto (o forse mi confondo con qualcun altro!?!).
La lista sarà un po' lunghetta ma ti anticipo che mi accontenterò di ottenere anche solo il 90% delle mie richieste; veniamo al dunque:
- Un posto di lavoro: non ti sto chiedendo tanto, non voglio mica un posto necessariamente fisso (sarebbe un'utopia), mi accontenterei di un qualcosa che mi permetta di mettere qualcosina da parte per pagarmi l'Università, nella quale altrimenti mi sarei iscritto già quest'anno se avessi saputo che non avrei trovato un impiego;
- Rete 4 ancora sul terrestre: per te potrà sembrare una stupidaggine, ma per me è importante ridere ancora col tg4 e con le facce di Prodi sullo sfondo scelte da Emilio Fede;
- Un presidente nuovo per l'Fc Messina: proprio come recitava uno striscione allo stadio qualche settimana fa, a Messina avremmo bisogno di un presidente che tenga alla squadra e non ai soldi;
- Un nuovo portafogli: quello attuale proprio in questo giorni compie 10 anni, è un po' vecchiotto ed ha il vizio di fare smaterializzare le banconote;
- Il cofanetto di South Park in dvd: mi sono stancato di guardare le puntate ad orari improponibili e/o comunque obbligati;
- Una fidanzata: non dev'essere necessariamente carina, l'importante è che sia bona;
- Nuove elezioni: e con esse un ricambio dei comici in Parlamento;
- Zdenek Zeman al Milan: niente contro Carletto Ancelotti, ma è ora di cambiare rotta e di farlo radicalmente e con scelte coraggiose;
- Rinforzo dei capelli: e sì perchè mi sa che li sto perdendo giorno per giorno;
- Chiarezza sull'11 settembre: al solo pensiero che sia stato programmato dagli Usa mi vien da "espianetare" su Marte e da lì bombardare la Casa Bianca;
- Una nuova destra: trova qualcuno che possa rappresentarmi, fai rifondare An, non voglio trovarmi a votare Forza Italia nè Forza Nuova;
- Pupazzetto di Den Harrow: preferibilmente ne vorrei uno che, premendo un tastino, chieda urlando e piagnucolando "Non mi stai tradendoooo?";
- Fine di Beautiful: non se ne può più. Come finale suggerisco una bomba intelligente che uccida tutti;
- Ritorno della Gialappa's Band "vecchia maniera": è sempre un piacere vedere le loro trasmissioni, ma prima era decisamente un'altra cosa;
- Carmen Consoli meno politica: ha rotto le scatole, sembra quasi la portavoce di Rifondazione. Voti chi vuole, ma si limiti a cantare che lo sa fare più che bene.
Infine, più seriamente:
- Un seppur misero regalino per i bambini che non hanno mai avuto motivo di credere in te;
- Un po' di tregua per chi vive in zone di guerra;
- Serenità per gli anziani abbandonati, per i barboni, per i detenuti, per chi soffre in genere;
- Giudizio e intelligenza per chi ha in mano le sorti del mondo;
- Un degno funerale religioso per Piergiorgio Welby, reo solo di aver sofferto le pene dell'inferno per 40 anni.
Ringraziandoti anticipatamente, ti auguro un buon lavoro. Arrileggerci al prossimo anno.

BUON NATALE A TUTTI!!!

mercoledì 13 dicembre 2006

Il giornalismo di Maurizio Costanzo

Qui sopra, Maurizio Costanzo dà il peggio (o il meglio?) di sè

Subito una doverosa premessa: a me Maurizio Costanzo sostanzialmente piace. Appartiene a quel genere di persone che sono troppo antipatiche per non attirare la mia simpatia. Può sembrare una stupidaggine, una scelta incoerente, ma io son fatto così. Preferisco un uomo come lui, che bene o male fa il suo mestiere con intelligenza e ottimi spunti, rispetto a chi non sa come fare il simpatico per ottenere visibilità e successo. Sarà forse per una frase molto bella, diretta e "di denuncia" che disse qualche tempo fa, e che mi è rimasta in mente a distanza di anni: <<è facile dare carezze ad un bambino, datene anche agli anziani>>.
Però, c'è un però... Ha stancato! Ed ha stancato soprattutto se pensiamo che lui è (o dovrebbe essere) solo un giornalista.
Ai tempi del "Maurizio Costanzo show" era un piacere vederlo: ha rivoluzionato il talk show, ha lanciato molti artisti (più o meno bravi), ha intrattenuto gli italiani prima di dormire, ha ospitato gente importante che meritava di essere ascoltata e seguita, ha dato voce a persone del calibro di Giovanni Falcone arrivando a subire un attentato da Cosa Nostra stessa. Lodevole, senza dubbio.
Poi però qualcosa l'ha cambiato: la "audiencite acuta"!
Sposatosi con Màrio De Filippi, ha deciso di occupare insieme alla moglie Canale 5. Tutti i giorni ed a tutte le ore. Fu così che guidò "Buona Domenica", per molti anni, in una inutile battaglia contro "Domenica In" dalla quale usciva vincitrice sempre la trasmissione della tv di Stato. Fino a che non ci fu il boom del "Grande Fratello" che, con i suoi eliminati che venivano per contratto dirottati settimanalmente nel suo programma, gli assicurò la leadership della domenica.
Penso che sia stato proprio il "Grande Fratello" a dare l'avvio alla sua parabola discendente in ambito professionale, a portarlo più precisamente alla malattia dell'audiencite. La ricetta per avere successo era semplice: ignoranza e qualunquismo.
Conscio di cosa piacesse agli italiani, ha imposto il proprio pensiero a tutta la rete, togliendo ai suoi ospiti la dignità ed anche il cognome! E quindi ecco i vari Tizio e Caio Delgrandefratello, Costantino e Alessandra Diuominiedonne, trenini, insulti, sfruttamento della sofferenza (anche se in questo Vespa gli è una spanna davanti) e quant'altro possa aumentare l'audience. Di mattina, a "Tutte le Mattine", preferiva invece ospitare i comici di Zelig ed i comici di Montecitorio, senza tralasciare l'importanza del raggiungimento del "picco".
Anche la moglie in questo non era e non è da meno; e quindi via con "Uomini e donne", "Saranno famosi" sostituito con "Amici di Maria De Filippi" (l'idea originaria era "Amici di Maria De Filippi in Costanzo"), "C'è posta per te" e per finire "Unanimous", il reality più breve e di insuccesso della storia.
L'audencite di Costanzo era particolarmente palese quando la domenica, all'inizio della sua trasmissione, arrivava a vantarsi dei successi della moglie nella sera precedente nei confronti di Fiorello.
Costanzo lasciò sia la domenica che la mattina, sembrava diretto verso uno strameritato riposo, verso attività extratelevisive. Ed invece no; perchè se il lupo perde il pelo ma non il vizio, Costanzo perde le consonanti (come si può notare nel video sopra) ma non la conduzione di un qualsivoglia programma televisivo.
Ed allora si è inventato il reality dedicato ai detenuti, un mattone terribile che non si riesce a vedere per più di dieci secondi consecutivamente, che forse piacerà solo ai parenti di chi è dietro le sbarre. Difatti, pare che Costanzo abbia sgridato l'amico D'Alema per l'approvazione della legge sull'indulto, a suo dire unico responsabile del flop di "Altrove".
E poi c'è "Buon pomeriggio", che sarebbe più opportuno chiamare "Buona pennichella".
Ed è proprio dalla visione di questa trasmissione, l'altro giorno, che ho deciso di dedicare a questo personaggio il presente post. E l'ho fatto per un semplice motivo: l'audiencite di Maurizio Costanzo non conosce limiti!
Vi racconto l'episodio.
C'era un collegamento da Erba, luogo nel quale si è consumata la tragedia di cui sicuramente siete a conoscenza: un pazzo ha ferocemente ucciso un bambino e due donne. Durante il collegamento, mentre la giornalista dava le ultime notizie, un anziano signore si aggirava dietro di lei, probabilmente nel tentativo di farsi notare dalla telecamera.
Costanzo allora non perde l'occasione: zittisce l'inviata e la invita a passare il microfono al passante, il quale viene letteralmente deriso con frasi del tipo <<lei con quel cappello assomiglia a Sherlock Holmes, prenda la sua lente d'ingrandimento e corra a scoprire l'assassino!>>. In studio, risate generali, Costanzo soddisfatto e compiaciuto infierisce sul signore, che continua imperterrito a rispondere ignaro di tutto. Alla fine di questo show di Costanzo, quest'ultimo si riprende la linea non permettendo all'inviata di concludere il proprio intervento.
Incredibile: una tragedia è stata trasformata in un motivo d'ilarità!

MAURITTIO COTTATTO, ADETTO BATTA!!!

martedì 5 dicembre 2006

Analisi della crisi del Milan

Qui sopra, il presidente del Milan, deciso a non darsi per vinto

Non ve l'ho ancora detto, ma la maggior parte di voi già lo sa: sono milanista. E quest'anno non è affatto facile esserlo...
Gli interisti, vittime di sberleffi da tempo immemore, stanno finalmente prendendosi la rivincita: la loro Inter avanza quasi inarrestabile verso la conquista dello scudetto (pare che papa Ratzinger stia già toccando "ferro"), Moratti gongola più del gongolo di Striscia e Materazzi, invidioso di Totti e Gattuso, ormai accarezza il sogno di poter fare l'uomo immagine per i nuovi spot della Telecom, ruolo promessogli da Tronchetti Provera in caso di bis (?) in campionato. Lo slogan sarà: "Più meni, meno paghi".
Gli juventini, paradossalmente, forse stanno anche meglio: la loro Juve ha (o avrebbe) espiato le proprie colpe, marcia trionfalmente verso la riconquista della A, batte Zeman, assapora il gusto di fare la vittima per alcune ininfluenti sviste arbitrali, riscrive tutti i record della serie cadetta e soprattutto fa crescere giovani promettenti che, forse, non sarebbero mai stati realmente presi in considerazione se non fosse scoppiato lo scandalo "Calciopoli". Solo Lapo Elkann non vuol essere troppo ottimista: invita i calciatori a stare "in riga" ma essi disobbediscono per paura di essere tirati su (e non di morale).
E i milanisti? Noi siamo quelli messi peggio...
Siamo passati dalla richiesta del mio amico personale di riottenere due scudetti al doverci conquistare la partecipazione alla Champions solo attraverso i preliminari; dalla condizione di vittime a quella di conniventi prima e di artefici di tutto poi.
In più l'ucraino se n'è andato ad imparare l'inglese, Ancelotti chiede consigli alla moglie su come comportarsi quando si è alla fine di un ciclo, Costacurta e Maldini giocano una settimana sì ed una no per concentrarsi anche sul torneo di boccette al quale partecipano, Milan Lab ha dovuto munirsi dell'elimina-code, arbitri e guardalinee vogliono dimostrarsi superiori al presunto potere (dimenticandosi che, se c'era prima, adesso non c'è più), la squadra batte la fiacca mentre la dea della fortuna batte sul marciapiede.
Dopo un ottimo avvio, i risultati lasciano a desiderare: lo scudetto ormai è andato e la Coppa Italia figuriamoci se non la vince Mancini; resterebbe la Champions ma, se si continua a giocare così, è più pronosticabile una sincera stretta di mano tra Di Pietro e Mastella che un'affermazione dei rossoneri in Europa.
La situazione, se non si parlasse di sport, sarebbe da definire tragica. E Galliani non può farci nulla, è inibito e rispetta la decisione che è stata presa: se ne sta rinchiuso in casa, non usa più le cravatte gialle portafortuna, simpatizza Solbiatese e, come avrete certamente notato, ormai non si fa vedere più in tv.
Io so cosa andrebbe fatto e ne ho parlato con il mio amico personale. Gli ho detto "qui ci vuole una rifondazione" ma lui mi ha risposto "no, se va via l'Udc è meglio puntare sull'Udeur, lascia stare Bertinotti anche perchè tengo alla vita dei miei nipotini. Sai, i comunisti..."

FORZA MILAN!!! AI BARZELLETTIERI BASTA GIA' L'INTER!!!