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domenica 13 aprile 2008
mercoledì 8 agosto 2007
Così fu (o mi parve)
Dopo tanto, tantissimo tempo (cinque mesi esatti), torno a scrivere su questo blog. E lo faccio per l'ultima volta. Strano a dirsi, ad otto mesi e mezzo dall'inaugurazione dello stesso. Appena cinque mesi fa vedevo questo spazio come un qualcosa di irrinunciabile, una fonte di libertà dalla quale attingevo molto volentieri, esprimendomi periodicamente ed affermando quel cacchio che mi passava per la testa: sciocchezze, soprattutto; anzi, cazzate. Ma erano le cazzate che passavano per la mia testa, ed in quanto tali cazzate particolari, speciali, di cui andavo fiero.
Ed allora pensai di curare questo blog con un certo impegno, nel tentativo di pubblicizzarlo il più possibile, nella speranza di farlo conoscere a decine, poi a centinaia, poi ancora a migliaia di persone, immaginandomele svegliarsi la mattina, ancora con gli occhi stropicciati, con il pensiero di collegarsi su questo blog, curiosi di constatare se ci fossero aggiornamenti.
Non è andata così, ma non è certamente per questo che abbandono il blog. In fondo, le mie soddisfazioni me le sono prese. A cominciare con il post "Dichiarazione di guerra a Kirby e Pegaso", che ritengo tuttora - lo ammetto, poco modestamente - un capolavoro dei miei neuroni, il quale credo abbia aiutato ed aperto gli occhi a molti giovani, e che ha fatto segnare il record di visite giornaliere (se non ricordo male, oltre 1000). Ed ancora, ogni tanto, noto che alcuni lasciano un commento, segno che a mesi di distanza la pagina viene ancora visitata e letta volentieri.
L'unico vero motivo del mio abbandono è piuttosto il lavoro che ho intrapreso proprio cinque mesi fa. Un lavoro che mi tiene impegnato dieci ore quotidiane per sei giorni alla settimana (sabato, domenica e festivi compresi nonchè obbligatori) che sinora mi ha regalato più delusioni che soddisfazioni: tra principali idioti ed ignoranti, clienti maleducati ed impazienti, camion da caricare e scaricare, prodotti da sistemare e prezzare, colleghi e colleghe a cui dare prematuramente e malvolentieri tristi addii, stanchezza e perdita di peso, monotonia, frequenti malesseri e straordinari non pagati, fare il commesso dove lo faccio io non è semplice. E se non vi bastasse, aggiungete che lo stipendio è di appena 500 euro mensili e che per due mesi e mezzo ho dovuto badare da solo a tutto, ma proprio a tutto, dato che le varie colleghe preferivano - comprensibilmente - fuggire. Il tutto, ovviamente, senza ottenere in cambio un'adeguata gratitudine da parte dei principali (e non mi riferisco prettamente ad un aumento di stipendio) i quali dovrebbero quanto meno prostrarsi alla mia vista. Ci sarebbe da scrivere un libro, penserete, ed è proprio quello che farò al termine di questa esperienza (previsto per metà settembre). Ci sarà da ridere e da riflettere, ve l'assicuro. Il titolo? Probabilmente "Ci avrei commesso!".
In ogni modo, siccome da Lassù evidentemente qualcuno si è accorto di quel ragazzo che perdeva un chilo e mezzo la settimana girovagando continuamente a destra e a manca, da qualche giorno mi ritrovo una collega. Una ragazza sulla quale, cognome ed altezza a parte, ho ben poco da ridire. Non nascondo che - in preda alla disperazione dei giorni antecedenti la sua assunzione - mi sarei accontentato anche di una ragazza brutta, antipatica, scema e pure incapace e svogliata, ma devo dire che ritrovarmi l'esatto opposto non mi dispiace affatto. Adesso sono molto più calmo, sereno, disponibile. Se dicessi che la mattina sono impaziente di andare a lavorare forse mi crederebbero in pochi, ma è la verità.
Ed è proprio grazie a questo benessere ritrovato che ho deciso di riprendere a scrivere, che poi è forse l'unica pratica che mi riesce discretamente. Se questo è l'ultimo post di questo blog, infatti, è perchè ne sto inaugurando uno su Windows Space Live, che cercherò di aggiornare con maggiore frequenza, approfittando soprattutto del giorno libero settimanale.
Ed allora pensai di curare questo blog con un certo impegno, nel tentativo di pubblicizzarlo il più possibile, nella speranza di farlo conoscere a decine, poi a centinaia, poi ancora a migliaia di persone, immaginandomele svegliarsi la mattina, ancora con gli occhi stropicciati, con il pensiero di collegarsi su questo blog, curiosi di constatare se ci fossero aggiornamenti.
Non è andata così, ma non è certamente per questo che abbandono il blog. In fondo, le mie soddisfazioni me le sono prese. A cominciare con il post "Dichiarazione di guerra a Kirby e Pegaso", che ritengo tuttora - lo ammetto, poco modestamente - un capolavoro dei miei neuroni, il quale credo abbia aiutato ed aperto gli occhi a molti giovani, e che ha fatto segnare il record di visite giornaliere (se non ricordo male, oltre 1000). Ed ancora, ogni tanto, noto che alcuni lasciano un commento, segno che a mesi di distanza la pagina viene ancora visitata e letta volentieri.
L'unico vero motivo del mio abbandono è piuttosto il lavoro che ho intrapreso proprio cinque mesi fa. Un lavoro che mi tiene impegnato dieci ore quotidiane per sei giorni alla settimana (sabato, domenica e festivi compresi nonchè obbligatori) che sinora mi ha regalato più delusioni che soddisfazioni: tra principali idioti ed ignoranti, clienti maleducati ed impazienti, camion da caricare e scaricare, prodotti da sistemare e prezzare, colleghi e colleghe a cui dare prematuramente e malvolentieri tristi addii, stanchezza e perdita di peso, monotonia, frequenti malesseri e straordinari non pagati, fare il commesso dove lo faccio io non è semplice. E se non vi bastasse, aggiungete che lo stipendio è di appena 500 euro mensili e che per due mesi e mezzo ho dovuto badare da solo a tutto, ma proprio a tutto, dato che le varie colleghe preferivano - comprensibilmente - fuggire. Il tutto, ovviamente, senza ottenere in cambio un'adeguata gratitudine da parte dei principali (e non mi riferisco prettamente ad un aumento di stipendio) i quali dovrebbero quanto meno prostrarsi alla mia vista. Ci sarebbe da scrivere un libro, penserete, ed è proprio quello che farò al termine di questa esperienza (previsto per metà settembre). Ci sarà da ridere e da riflettere, ve l'assicuro. Il titolo? Probabilmente "Ci avrei commesso!".
In ogni modo, siccome da Lassù evidentemente qualcuno si è accorto di quel ragazzo che perdeva un chilo e mezzo la settimana girovagando continuamente a destra e a manca, da qualche giorno mi ritrovo una collega. Una ragazza sulla quale, cognome ed altezza a parte, ho ben poco da ridire. Non nascondo che - in preda alla disperazione dei giorni antecedenti la sua assunzione - mi sarei accontentato anche di una ragazza brutta, antipatica, scema e pure incapace e svogliata, ma devo dire che ritrovarmi l'esatto opposto non mi dispiace affatto. Adesso sono molto più calmo, sereno, disponibile. Se dicessi che la mattina sono impaziente di andare a lavorare forse mi crederebbero in pochi, ma è la verità.
Ed è proprio grazie a questo benessere ritrovato che ho deciso di riprendere a scrivere, che poi è forse l'unica pratica che mi riesce discretamente. Se questo è l'ultimo post di questo blog, infatti, è perchè ne sto inaugurando uno su Windows Space Live, che cercherò di aggiornare con maggiore frequenza, approfittando soprattutto del giorno libero settimanale.
Sarà un blog sicuramente diverso da quello che è stato "Così è o mi pare", in cui tenterò di far conoscere tutto me stesso, senza farlo necessariamente con ironia, come ho erroneamente invece fatto sempre qui. In sostanza, smetterò di essere "Matteo" Pascal: quando mi andrà di ironizzare, ironizzerò; quando invece sarò incazzato, lo dimostrerò senza giri di parole nè nascondendomi dietro maschere pirandelliane. Pensandoci bene, è una delle cose che ho imparato da questa esperienza lavorativa: sarò diventato molto più intollerante ed incazzoso, ma ho imparato ad avere una maggiore autostima ed una notevole sicurezza dei miei mezzi. In fondo in fondo, molto meglio così!
Appuntamento a presto su
giovedì 8 marzo 2007
venerdì 2 marzo 2007
Le bugie hanno le gambe corte
Secondo episodio dedicato alle mie figuracce. Sempre a scuola, sempre lo stesso anno scolastico, stavolta l'ora di italiano.
Quel giorno mancavano pochi minuti alla sirena quando la professoressa decise di chiedere, seguendo l'ordine alfabetico, chi ha fatto il tema per casa e chi no. Neanche a dirlo, io ovviamente non lo avevo fatto.
Però, siccome il mio cognome inizia per T ed era in fondo all'elenco, ho potuto notare che la professoressa si fidava della parola di ognuno di noi e non chiedeva di far vedere il tema nè di leggerlo. Bastava insomma rispondere "sì" alla sua domanda.
Arrivato il mio turno, risposi timidamente "sì, l'ho fatto". In pochi, esattamente 4 su 22, avevano fatto quel tema. Ed io sarei stato il quinto...
La professoressa, comprensibilmente alterata, alla fine disse "ma è possibile che solo 4 su 22 han fatto il tema per casa?" e si complimentò con chi l'aveva fatto. Piccolo particolare: si dimenticandò di me!
Allora io, mooolto intelligentemente, glielo feci notare: "professoressa, anch'io l'ho fatto!". Lei controllò meglio il registro e dopo un po' disse: "Già, hai ragione, scusami!".
Sembrava fatta. Stavo per dirle di non preoccuparsi per le scuse ma lei, nello stesso momento, mi invitò a leggere il tema!
Non sapevo cosa fare, balbettavo, prendevo tempo, chiedevo "devo leggere il titolo?" e lei "no, leggi direttamente il tema" ed io, fingendo di non capire ed implorando la liberatoria sirena, insistevo: "quindi non devo leggerlo il titolo?" e lei: "No! Leggi il tema!!!"
Il cuore mi batteva a mille, i miei compagni ridevano come matti, io continuavo a prendere tempo rivolgendomi a loro: "ragazzi, silenzio, lasciatemi leggere!!!". Nella mia mente, nel tentativo di trovare una soluzione, avevo anche pensato ad inventarmi un tema al momento (il massimo della follia).
Ad un certo punto, ecco il colpo di genio (per così dire). Accanto a me c'era il tipico "burlone" della classe ed allora io, con fare serio e indispettito, mi rivolsi a lui: "Peppe, esci subito il mio quaderno!!!" e lui "ma non ce l'ho!!!"
Mi volsi verso la professoressa e la vidi con gli occhi tristi. Io, sebbene fossi tutt'altro che un secchione, sono sempre stato rispettato dalla maggior parte dei miei insegnanti come persona.
Mi disse "guardami negli occhi: l'hai fatto o no questo tema!?". La guardai negli occhi e, con incredibile sfrontatezza, risposi "Sìììììììììì" dimostrandomi alterato alla sola idea che potesse essere messa in discussione la mia parola!!! Immagino che in quel momento la mia credibilità fosse paragonabile a quella dei politici italiani in campagna elettorale.
Prese la penna, pensò un po' a cosa scrivere (con ogni probabilità era indecisa se mettere 2 o la I di impreparato). Ad un tratto, finalmente, suonò la sirena e lei chiuse il registro e se ne andò senza aver scritto niente! Anche stavolta, mi andò di lusso!
Quel giorno mancavano pochi minuti alla sirena quando la professoressa decise di chiedere, seguendo l'ordine alfabetico, chi ha fatto il tema per casa e chi no. Neanche a dirlo, io ovviamente non lo avevo fatto.
Però, siccome il mio cognome inizia per T ed era in fondo all'elenco, ho potuto notare che la professoressa si fidava della parola di ognuno di noi e non chiedeva di far vedere il tema nè di leggerlo. Bastava insomma rispondere "sì" alla sua domanda.
Arrivato il mio turno, risposi timidamente "sì, l'ho fatto". In pochi, esattamente 4 su 22, avevano fatto quel tema. Ed io sarei stato il quinto...
La professoressa, comprensibilmente alterata, alla fine disse "ma è possibile che solo 4 su 22 han fatto il tema per casa?" e si complimentò con chi l'aveva fatto. Piccolo particolare: si dimenticandò di me!
Allora io, mooolto intelligentemente, glielo feci notare: "professoressa, anch'io l'ho fatto!". Lei controllò meglio il registro e dopo un po' disse: "Già, hai ragione, scusami!".
Sembrava fatta. Stavo per dirle di non preoccuparsi per le scuse ma lei, nello stesso momento, mi invitò a leggere il tema!
Non sapevo cosa fare, balbettavo, prendevo tempo, chiedevo "devo leggere il titolo?" e lei "no, leggi direttamente il tema" ed io, fingendo di non capire ed implorando la liberatoria sirena, insistevo: "quindi non devo leggerlo il titolo?" e lei: "No! Leggi il tema!!!"
Il cuore mi batteva a mille, i miei compagni ridevano come matti, io continuavo a prendere tempo rivolgendomi a loro: "ragazzi, silenzio, lasciatemi leggere!!!". Nella mia mente, nel tentativo di trovare una soluzione, avevo anche pensato ad inventarmi un tema al momento (il massimo della follia).
Ad un certo punto, ecco il colpo di genio (per così dire). Accanto a me c'era il tipico "burlone" della classe ed allora io, con fare serio e indispettito, mi rivolsi a lui: "Peppe, esci subito il mio quaderno!!!" e lui "ma non ce l'ho!!!"
Mi volsi verso la professoressa e la vidi con gli occhi tristi. Io, sebbene fossi tutt'altro che un secchione, sono sempre stato rispettato dalla maggior parte dei miei insegnanti come persona.
Mi disse "guardami negli occhi: l'hai fatto o no questo tema!?". La guardai negli occhi e, con incredibile sfrontatezza, risposi "Sìììììììììì" dimostrandomi alterato alla sola idea che potesse essere messa in discussione la mia parola!!! Immagino che in quel momento la mia credibilità fosse paragonabile a quella dei politici italiani in campagna elettorale.
Prese la penna, pensò un po' a cosa scrivere (con ogni probabilità era indecisa se mettere 2 o la I di impreparato). Ad un tratto, finalmente, suonò la sirena e lei chiuse il registro e se ne andò senza aver scritto niente! Anche stavolta, mi andò di lusso!
VIVA LA (IN)SINCERITA'!!!
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mercoledì 14 febbraio 2007
Viva San Faustino!
Mettiamo in chiaro una cosa fondamentale: io sono single solo e soltanto per scelta. E che poi tale scelta non sia mia, ma delle ragazze, è solo un dettaglio di poco conto.
Cosa posso farci se la ragazza che mi piace non mi degna di uno sguardo, se quando mi avvicino se ne scappa (si sarà accorta di quando l'ho pedinata fino a scuola!?!), se non riesco nemmeno a rivolgerle la parola, se non è bastato intossicarmi di Marlboro nella speranza di sentirmi chiedere "mi offri una sigaretta?", se, insomma, con le ragazze non ci so fare!?!
Sarà che nella scuola che frequentavo le ragazze erano poche e selezionatissime tra i peggiori esemplari del gentilsesso (gentili si fa per dire), sarà che sono un po' troppo esigente dato che non sono socio del club "La mia ragazza ideale dev'essere bella, simpatica ed intelligente" che vanta milioni di iscritti in tutt'Italia, sarà che il mio fine intellettualismo (sic) poco si addice alla ragazza moderna, sarà che non sono Costantino Diuominiedonne, sarà quel che sarà, ma sono single. E questo è l'unico, vero, incontrovertibile dato di fatto!
In ogni modo, ad essere sincero, è una situazione che mi pesa ben poco. Sarei bugiardo a dire di essere un single contento, ma mi pesa davvero poco. Ho visto parenti e conoscenti, omoni e machi piangere come bimbi. Non so come mi comporterei io. Le effimere storielle adolescenziali poco si addicono al sottoscritto. Non oso nemmeno immaginare, col mio carattere, come reagirei di fronte ad un "Caro Matteo, mi prendo un periodo di riflessione", tipico preludio a "Caro Marco... ehm Matteo... ti ho detto che sto riflettendo (sospiri di Marco in sottofondo), lasciami stare, quanto sei appiccicoso! No, non dico a te Marco, tu continua pure! Matteo ora ti lascio che sto con un'amica" e poi a "Caro, carissimo Matteo, ho riflettuto: credo che io e te saremo i migliori amici del mondo" e poi mesi e mesi ad ascoltare Marco Masini fino al suicidio!
E dire che l'opportunità di festeggiare San Valentino l'ho avuta. Giorno 12 ero in città e, quando sono in città, una tappa in qualche libreria è d'obbligo. Quel giorno capitò alla Mondadori, dove c'è un commesso dell'altra sponda. No, non è di Reggio Calabria, è omosessuale. Già tempo fa, al mio primo acquisto in quella libreria, si rivolse in maniera fin troppo gentile con me. Mi disse "Ooooh, che fortuuuuna, proprio fino ad oggi tutti i saggi costano appena 6 euroooo". Alla fine non guadagnai chissà quanto, appena 2,40 euro, credo che quel suo modo di fare fosse davvero esagerato! Inoltre, dato che la libreria era piuttosto grande ma sprovvisto di personale, gli chiesi se per caso cercassero qualche commesso. Mi rispose di no ma mi invitò a dargli il mio numero di telefono cosicchè potesse informarmi in caso di nuovi sviluppi. Il mio "no grazie" e la mia fuga furono un tutt'uno! Comunque giorno 12, dicevo, entro in libreria. E riecco il commesso dell'altra volta. Mi guarda, mi sorride, chiede alle colleghe se volessero un caffè, poi si rivolge a me facendo la stessa domanda. Stavolta mi limito a dire "no grazie" senza fuggire (a scanso di equivoci, e per non turbare nessuno, sto solo scherzando: è semplicemente un ragazzo gay molto gentile, avercene...)
Mi domando: non è che il mio fascino (che c'è, perchè c'è, indubbiamente c'è) colpisce solo i gay? E ancora, non è che sono proprio io inconsapevolmente gay? Vuoi vedere che i miei compagni avevano ragione? Io gay! In effetti tutto quadra con il mio parere favorevole ai pacs. Chi è favorevole ad essi? Generalmente quelli di sinistra ed i gay (i quali non stanno tutti da quella parte come erroneamente detto da Silviuccio!). Ed io di sinistra non sono.
Quest'anno è andata come è andata, ma il prossimo febbraio voglio festeggiare un giorno prima. Quindi, se qualche ragazza vuole proporsi, lasci il proprio curriculum con la foto allegata inviandolo al mio indirizzo di posta elettronica. Come dicono a me da mesi "le faremo sapere..."
AUGURI A TUTTI I SINGLE!!!
sabato 10 febbraio 2007
Questione di tempismo
Questo episodio è successo qualche anno fa. Andrebbe raccontato gesticolando per rendere al meglio l'idea, ma accontentatevi di leggerlo!
Ricordo che era l'ultima settimana di scuola del secondo anno delle superiori. E c'era l'ora di biologia. Come sempre, quando c'era questa materia, l'ultimo pensiero che potesse sfiorarmi il cervello era quello di ascoltare quel sedere abnorme chiamato professoressa spiegare la lezione. Piuttosto parlavo del più e del meno con i miei compagni, rigorosamente in fondo alla classe, il più lontano possibile dalla cattedra.
Ad un certo punto sentii i miei compagni urlare ed inveire contro la professoressa. Non capii il perchè, chiesi informazioni ma nessuno mi sentiva! Queste urla durarono oltre un minuto fin quando, dopo le mie ripetute sollecitazioni, mi venne finalmente spiegato che la professoressa aveva appena fissato un compito in classe per il giorno dopo.
La cosa non era affatto strana. Come detto, eravamo alla fine dell'anno scolastico ed ancora nell'ultimo trimestre non avevamo fatto nessun compito. C'era insomma da aspettarsi questa decisione. Eppure quelle proteste molto colorite nonchè prolungate mi colpirono profondamente nel cuore e nella mente convincendomi ad unirmi alla battaglia insieme ai miei compagni contro l'iniquo compito in classe assegnatoci!
Nella mia protesta, siccome sarei partito in netto ritardo rispetto ai miei compagni, ritenni opportuno guadagnare il tempo perso in precedenza andando "un po'" sopra le righe. Pensai dunque di alzarmi, puntare il dito verso la professoressa (approfittando del fatto di essere coperto dai miei compagni i quali erano tutti in piedi) ed urlare a squarciagola (tanto la mia voce era coperta dalle altre) il seguente "quesito": MA CHE CAZZO DICI!?!
Incredibilmente però, mentre io mi alzavo, la professoressa con un urlo fece sedere e zittire tutti i miei compagni. In pratica quella frase gliela dissi proprio in faccia! Non so quale santo quell'anno mi salvò dalla sospensione e dalla bocciatura.
Ricordo che era l'ultima settimana di scuola del secondo anno delle superiori. E c'era l'ora di biologia. Come sempre, quando c'era questa materia, l'ultimo pensiero che potesse sfiorarmi il cervello era quello di ascoltare quel sedere abnorme chiamato professoressa spiegare la lezione. Piuttosto parlavo del più e del meno con i miei compagni, rigorosamente in fondo alla classe, il più lontano possibile dalla cattedra.
Ad un certo punto sentii i miei compagni urlare ed inveire contro la professoressa. Non capii il perchè, chiesi informazioni ma nessuno mi sentiva! Queste urla durarono oltre un minuto fin quando, dopo le mie ripetute sollecitazioni, mi venne finalmente spiegato che la professoressa aveva appena fissato un compito in classe per il giorno dopo.
La cosa non era affatto strana. Come detto, eravamo alla fine dell'anno scolastico ed ancora nell'ultimo trimestre non avevamo fatto nessun compito. C'era insomma da aspettarsi questa decisione. Eppure quelle proteste molto colorite nonchè prolungate mi colpirono profondamente nel cuore e nella mente convincendomi ad unirmi alla battaglia insieme ai miei compagni contro l'iniquo compito in classe assegnatoci!
Nella mia protesta, siccome sarei partito in netto ritardo rispetto ai miei compagni, ritenni opportuno guadagnare il tempo perso in precedenza andando "un po'" sopra le righe. Pensai dunque di alzarmi, puntare il dito verso la professoressa (approfittando del fatto di essere coperto dai miei compagni i quali erano tutti in piedi) ed urlare a squarciagola (tanto la mia voce era coperta dalle altre) il seguente "quesito": MA CHE CAZZO DICI!?!
Incredibilmente però, mentre io mi alzavo, la professoressa con un urlo fece sedere e zittire tutti i miei compagni. In pratica quella frase gliela dissi proprio in faccia! Non so quale santo quell'anno mi salvò dalla sospensione e dalla bocciatura.
VIVA IL TEMPISMO!!!
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giovedì 25 gennaio 2007
Mattinata alla posta
Mi sveglio di buon mattino per essere tra i primi, arrivo alla posta ed ecco già il primo problema: la porta d'ingresso è guasta e dunque devo attendere che dalla porta d'uscita smettano di uscire! Alla fine una vecchietta si accorge di me, fa un passo indietro e lascia che finalmente la porta si apra dalla mia parte. Sia benedetta!
Entro, vado a prendere il biglietto ed ecco la seconda spiacevole sorpresa: apprendo che non bisogna prenderne solo uno ma tanti quante sono le operazioni da svolgere. Nel mio caso, dunque, uno per la bolletta e l'altro per la scheda. Qualcun altro probabilmente ne avrebbe presi due, di biglietti, fregandosene altamente del fatto che, non avendo il dono dell'ubiquità, nel caso -seppure remoto- in cui entrambi i turni fossero arrivati nello stesso momento, un biglietto sarebbe andato perduto. Io invece mi sono interrogato su quale fosse opportuno prendere per prima, vittima del mio malsano perfezionismo, ed ho deciso di far prevalere quello della scheda, la cui fila -numeri alla mano- pareva essere la meno lunga.
Non ho purtropppo tenuto in considerazione il fatto che lo Stato quando ha da prendere dei soldini non ci mette troppo tempo, quando invece deve farti un servizio i tempi della burocrazia dimostrano tutto il loro peso. Ecco dunque che la fila per pagare le bollette se ne andava via che era un piacere, mentre la mia arrancava.
Da aggiungere che erano ben tre gli sportelli, ciò nonostante si serviva in media un cliente ogni 10 minuti. Aggiungiamo anche che c'è stata una bella scazzottata tra due uomini ad aver rallentato il tutto. Pare che il motivo del contendere fosse la somma di 25 euro. Dopo svariate minacce ed innumerevoli insulti, uno dei due uomini ha leggermente spinto la moglie dell'altro, quest'ultima è cascata a terra (se volete immaginarvi la scena tenete presente l'episodio di Totti) al grido di "lei è un bastardo, un indegno (cosa c'entrava?), un pezzo di m..., un figlio di p... e un maleducato (sic)". A quel punto, il marito della "simulatrice" (perchè si è visto da lontano un miglio che trattavasi di semplice spintarella) non ci ha visto più, o meglio ha approfittato della situazione, ed ha iniziato a picchiare quel poveretto che era robusto un terzo dell'altro.
Io, inguaribile pacifico, ho tentato invano di invitare qualcuno ad aiutarmi a dividere i "contendenti", ma nessuno s'è scomodato ed hanno preferito continuare a godersi la scena. Non c'era altra soluzione: o intervenivo io, o quell'uomo sarebbe finito all'ospedale! Scelsi la prima opzione, incurante dei miei infelici precedenti: dovete sapere infatti che a scuola molto spesso mi è capitato d dividere compagni di classe che si menavano, sempre tra l'indifferenza generale. E' più forte di me, se io non intervenissi e la situazione degenerasse, mi riterrei co-responsabile di quanto accaduto.
Io, inguaribile pacifico, ho tentato invano di invitare qualcuno ad aiutarmi a dividere i "contendenti", ma nessuno s'è scomodato ed hanno preferito continuare a godersi la scena. Non c'era altra soluzione: o intervenivo io, o quell'uomo sarebbe finito all'ospedale! Scelsi la prima opzione, incurante dei miei infelici precedenti: dovete sapere infatti che a scuola molto spesso mi è capitato d dividere compagni di classe che si menavano, sempre tra l'indifferenza generale. E' più forte di me, se io non intervenissi e la situazione degenerasse, mi riterrei co-responsabile di quanto accaduto.
Purtroppo, come si dice dalle mie parti, "cu spatti avi a megghiu patti" ovvero "chi divide ha la parte migliore": ricordo, in ordine di "gravità", di aver gentilmente ricevuto un calcio su un perone, un pugno in un occhio (ho temuto per qualche giorno di subire gravi danni alla vista), un colpo di cintura nell'altro occhio, una spinta da uno dei due "dividendi" che mi ha fatto sbattere la testa su un banco e poi l'opera d'arte, uno specchietto di un'automobile staccato per l'occasione e che ha colpito il sottoscritto anzichè il legittimo destinatario!
In ogni modo, stavolta mi è andata meglio (quando si dice l'esperienza!): ho minacciato i due di denunciarli (di quale reato? Boh!) e sono riuscito a calmarli senza subire nemmeno un graffio. Sembrava tutto finito, invece un'impiegata ha ben pensato di mostrare al mondo la sua genialità; si rivolge ad uno dei due dicendogli "non potete litigare, qui(!), sbrigatevela fuori!". Detto fatto, i due si sono dati appuntamento e chissà com'è finita...
La giornata non era caldissima, ma la mancanza di aria condizionata, il concitato episodio di cui sopra, il nervosismo che mi provocava vedere le persone che si "lanciavano" letteralmente per uscire ed aver la precedeza nei confronti di chi voleva entrare, mi avevano provocato un mal di testa terribile. Ero davvero esausto. Un'ora e mezza lì dentro senza concludere un bel niente.
La nota positiva era che molte delle persone che sarebbero state prima di me hanno rinunciato andandosene a casa. In un lampo arriva il mio turno, schiarisco la voce e fiero chiedo all'impiegato come fare ad ottenere quella stramaledetta scheda. Mi dà il modulo da compilare (perdo altri 10 minuti per completare questa operazione), dopodichè mi chiede la carta d'identità. Si accorge che è scaduta (da agosto!) e dunque non è possibile far nulla.
Vorrei ucciderlo, o suicidarmi, non so, alla fine opto per una terza via: gli chiedo scusa io per il disagio e me ne vado, senza nemmeno prendere il biglietto per pagare la bolletta. Che se la sbrighi mio fratello!
CARA POSTA, SO IO DOVE "INVIARTI"!!!
lunedì 15 gennaio 2007
Auguri di buon anno
Ci sono gli auguri sinceri ed insinceri, sentiti e non sentiti, opportuni ed inopportuni, aprezzati e non apprezzati; ma poi ci sono anche gli auguri in anticipo, quelli puntuali e quelli in ritardo. Questi miei sono in ritardo, molto in ritardo.
Un po' perchè non ho avuto molto tempo ma soprattutto per carenza di volontà ed eccesso di (immotivata) stanchezza, ho abbandonato questo blog a se stesso, preda degli hacker e di chiunque mi vuol male. Purtroppo nessuno mi odia così tanto da devastare questo blog e dunque sono obbligato a scrivere ancora...
Probabilmente - ecco la vera novità del 2007 - i miei post d'ora in poi saranno spesso più corti che in precedenza; seguirò insomma l'esempio di molti altri blogger. Così facendo non sterminerò più di tanto i vostri neuroni ed al contempo potrò aggiornare più spesso questo inutile spazio che occupo.
Tornando in tema auguro a tutti voi che mi leggete, ma solo a voi (con eventauali coniuge e figli a carico, oltre non ci vado), un anno ricco di soddisfazioni. Come ho scritto via sms il 31 dicembre scorso a chi conosco "che il 2007 possa concederti ciò che il 2006 ti ha negato" (che poi è l'sms che invio ogni 365 giorni cambiando solo gli anni).
Non so a cosa possano servirvi questi miei auguri a metà gennaio: se volete, prendeteveli; altrimenti riciclateli per il prossimo anno...
FELICE 2007!!!
mercoledì 27 dicembre 2006
Esonero di Mister Zdenek Zeman
Questo post è molto strano per più di un motivo ma in particolar modo perché, mentre scrivo, non ho per nulla la voglia di scherzare, di ridere, di essere ironico o sarcastico. E' troppa la stima che nutro nei confronti dell'allenatore boemo per riuscire a nascondere la rabbia che la notizia del suo esonero mi ha fatto provare. Avevo in mente ben altro post per finire il 2006, ma lo posticiperò ad inizio 2007 per dare la precedenza ad un vero uomo di sport che è stato nuovamente tradito e colpito alle spalle.
Io ho perso gran parte di fiducia nel mondo del calcio, questo sporco mondo sul quale peserà eternamente come un macigno "calciopoli" con tutti i suoi protagonisti, e solo la figura di Zdenek Zeman, l'uomo pulito, senza peli sulla lingua, vittima del sistema e ribelle nei confronti del medesimo, mi dà tutt'oggi la spinta per credere in un calcio migliore.
Nell'estate più brutta per lo sport che più amo, l'unica notizia che mi ha fatto piacere e mi ha consolato è stata proprio quella del ritorno del tecnico boemo su una panchina, precisamente a Lecce. Il fatto che si trattasse di serie B poco m'importava: il presidente Semeraro parlava di progetto triennale e questa mi sembrava già una garanzia. Purtroppo, non essendo io leccese e non conoscendo la società, mi ero fidato. Mi pareva l'occasione giusta, in una città in cui aveva già allenato ed in una squadra con la quale aveva ottenuto ottimi risultati appena due anni prima.
Ma non voglio addentrarmi in questa discussione piuttosto sterile: ormai quel che è fatto è fatto, Zeman è stato esonerato e probabilmente dovrà aspettare ancora molto tempo prima di ottenere la fiducia di un altro presidente (ribadisco ciò che ho scritto a Babbo Natale, voglio il boemo al Milan!)
Se ho scritto questo post lo devo ad un utente leccese del sito ufficiale di Zdenek Zeman; è solo ricopiando qui un suo post che ho la possibilità di mettervi un tocco di ironia, necessario in questo blog. Di certo io non sarei stato capace di ironizzare su questa situazione.
Concludo proprio riportando lo scritto di Thanos (il quale ringrazio nuovamente per il permesso accordatomi):
Egr. Mister Zeman,
non sarò certo io a doverti dare consigli su come superare questo momentaccio. Ma permettimi questo pensierino, se mai lo leggerai.
Come ogni imprenditore 'serio' che si rispetti anche Semeraro aveva un progetto per te, Mister, e per noi tifosi. Progetto che si doveva tradurre nel conseguimento di 3 risultati: innanzitutto ripetere il miracolo delle Nozze di Cana (tradotto calcisticamente: trasformare 21 bidoni in stelle del firmamento calcistico internazionale); però, siccome il buon Sem è anche un mecenate, ha chiesto che tu facessi, giacchè ti trovavi, la Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci (tradotto: spendo 4 soldi nei sopracitati 21 bidoni e guadagno una montagna di soldi dopo che il Boemo ha usato la sua bacchetta magica!); ultimo risultato da conseguire, in una serie B mediocre e senza vere squadre leaders come quella di quest'anno, raggiungere il 1° posto con 825 punti di vantaggio sulla seconda classificata.
E siccome tu, caro Mister, non sei riuscito a conseguire alcuno dei risultati certamente alla tua portate con l'ottimo materiale umano messoti a disposizione, e siccome hai 'osato' rispondere per le rime a un gruppo di tifosi e soprattutto hai perso la Disfida di Barletta con i cugini Baresi, i Semeraro hanno pensato bene di farti il regalo di Natale. A CASA MISTER!!!
E qui, come sempre, lo stile sobrio e signorile dei Semeraro è emerso rispetto alla tua inettitudine a portare al semplice traguardo che ti avevano posto 21 campioni del calcio stellare. Licenziare una persona a Natale è il massimo delle nefandezze, delle bassezze che un datore di lavoro possa compiere nei confronti di uno dei suoi dipendenti. In confronto ai Semeraro, per stile e dignità, i vermi camminano eretti!!! Propongo a tutti i leccesi che navigano in questo sito di pubblicare nel prossimo "Festa Noscia" di Sant'Oronzo 2007 tra le "Cose che Brillano" questa particolare 'dote' dei petrolbanchieri leccesi.
Ed è per questo, Mister, che ti dico con estrema sincerità: NON TI CURAR DI LORO, MA PISCIA E PASSA!!!
E scusa la volgarità sotto a Natale.
BUONA FORTUNA MAESTRO!!!
domenica 24 dicembre 2006
Lettera a Babbo Natale
Caro (o economico che tu sia) Babbo Natale,
come già ben saprai, a me il Natale piace poco e niente: troppo consumismo, troppo traffico in città, troppo freddo, troppa ansia nell'attesa dei regali, troppi servizi in merito su Studio Aperto e troppo poco vero e sano spirito natalizio. Se non fosse per il ricongiungimento con (quasi) tutti i parenti più stretti, cancellerei volentieri questa data dal calendario.
Inoltre, ad essere sincero, non so nemmeno se questa lettera ti perverrà mai. E sì, perchè io a te non è che ci creda tantissimo, forse non ci o mai creduto, non ricordo. Ma dato che per un certo periodo ho anche creduto alle promesse di Berlusconi, non vedo perchè anche tu non debba avere una chance. E' per questo che, anche se un po' in ritardo, ti scrivo questa lettera nella speranza che tu possa entro oggi esaudire i miei desideri (e poi è il tuo lavoro dunque datti una mossa). D'altra parte tu sei Babbo Natale, quello che può tutto (o forse mi confondo con qualcun altro!?!).
La lista sarà un po' lunghetta ma ti anticipo che mi accontenterò di ottenere anche solo il 90% delle mie richieste; veniamo al dunque:
- Un posto di lavoro: non ti sto chiedendo tanto, non voglio mica un posto necessariamente fisso (sarebbe un'utopia), mi accontenterei di un qualcosa che mi permetta di mettere qualcosina da parte per pagarmi l'Università, nella quale altrimenti mi sarei iscritto già quest'anno se avessi saputo che non avrei trovato un impiego;
- Rete 4 ancora sul terrestre: per te potrà sembrare una stupidaggine, ma per me è importante ridere ancora col tg4 e con le facce di Prodi sullo sfondo scelte da Emilio Fede;
- Un presidente nuovo per l'Fc Messina: proprio come recitava uno striscione allo stadio qualche settimana fa, a Messina avremmo bisogno di un presidente che tenga alla squadra e non ai soldi;
- Un nuovo portafogli: quello attuale proprio in questo giorni compie 10 anni, è un po' vecchiotto ed ha il vizio di fare smaterializzare le banconote;
- Il cofanetto di South Park in dvd: mi sono stancato di guardare le puntate ad orari improponibili e/o comunque obbligati;
- Una fidanzata: non dev'essere necessariamente carina, l'importante è che sia bona;
- Nuove elezioni: e con esse un ricambio dei comici in Parlamento;
- Zdenek Zeman al Milan: niente contro Carletto Ancelotti, ma è ora di cambiare rotta e di farlo radicalmente e con scelte coraggiose;
- Rinforzo dei capelli: e sì perchè mi sa che li sto perdendo giorno per giorno;
- Chiarezza sull'11 settembre: al solo pensiero che sia stato programmato dagli Usa mi vien da "espianetare" su Marte e da lì bombardare la Casa Bianca;
- Una nuova destra: trova qualcuno che possa rappresentarmi, fai rifondare An, non voglio trovarmi a votare Forza Italia nè Forza Nuova;
- Pupazzetto di Den Harrow: preferibilmente ne vorrei uno che, premendo un tastino, chieda urlando e piagnucolando "Non mi stai tradendoooo?";
- Fine di Beautiful: non se ne può più. Come finale suggerisco una bomba intelligente che uccida tutti;
- Ritorno della Gialappa's Band "vecchia maniera": è sempre un piacere vedere le loro trasmissioni, ma prima era decisamente un'altra cosa;
- Carmen Consoli meno politica: ha rotto le scatole, sembra quasi la portavoce di Rifondazione. Voti chi vuole, ma si limiti a cantare che lo sa fare più che bene.
Infine, più seriamente:
- Un seppur misero regalino per i bambini che non hanno mai avuto motivo di credere in te;
- Un po' di tregua per chi vive in zone di guerra;
- Serenità per gli anziani abbandonati, per i barboni, per i detenuti, per chi soffre in genere;
- Giudizio e intelligenza per chi ha in mano le sorti del mondo;
- Un degno funerale religioso per Piergiorgio Welby, reo solo di aver sofferto le pene dell'inferno per 40 anni.
Ringraziandoti anticipatamente, ti auguro un buon lavoro. Arrileggerci al prossimo anno.
BUON NATALE A TUTTI!!!
mercoledì 13 dicembre 2006
Il giornalismo di Maurizio Costanzo
Qui sopra, Maurizio Costanzo dà il peggio (o il meglio?) di sè
Subito una doverosa premessa: a me Maurizio Costanzo sostanzialmente piace. Appartiene a quel genere di persone che sono troppo antipatiche per non attirare la mia simpatia. Può sembrare una stupidaggine, una scelta incoerente, ma io son fatto così. Preferisco un uomo come lui, che bene o male fa il suo mestiere con intelligenza e ottimi spunti, rispetto a chi non sa come fare il simpatico per ottenere visibilità e successo. Sarà forse per una frase molto bella, diretta e "di denuncia" che disse qualche tempo fa, e che mi è rimasta in mente a distanza di anni: <<è facile dare carezze ad un bambino, datene anche agli anziani>>.
Però, c'è un però... Ha stancato! Ed ha stancato soprattutto se pensiamo che lui è (o dovrebbe essere) solo un giornalista.
Ai tempi del "Maurizio Costanzo show" era un piacere vederlo: ha rivoluzionato il talk show, ha lanciato molti artisti (più o meno bravi), ha intrattenuto gli italiani prima di dormire, ha ospitato gente importante che meritava di essere ascoltata e seguita, ha dato voce a persone del calibro di Giovanni Falcone arrivando a subire un attentato da Cosa Nostra stessa. Lodevole, senza dubbio.
Poi però qualcosa l'ha cambiato: la "audiencite acuta"!
Sposatosi con Màrio De Filippi, ha deciso di occupare insieme alla moglie Canale 5. Tutti i giorni ed a tutte le ore. Fu così che guidò "Buona Domenica", per molti anni, in una inutile battaglia contro "Domenica In" dalla quale usciva vincitrice sempre la trasmissione della tv di Stato. Fino a che non ci fu il boom del "Grande Fratello" che, con i suoi eliminati che venivano per contratto dirottati settimanalmente nel suo programma, gli assicurò la leadership della domenica.
Penso che sia stato proprio il "Grande Fratello" a dare l'avvio alla sua parabola discendente in ambito professionale, a portarlo più precisamente alla malattia dell'audiencite. La ricetta per avere successo era semplice: ignoranza e qualunquismo.
Conscio di cosa piacesse agli italiani, ha imposto il proprio pensiero a tutta la rete, togliendo ai suoi ospiti la dignità ed anche il cognome! E quindi ecco i vari Tizio e Caio Delgrandefratello, Costantino e Alessandra Diuominiedonne, trenini, insulti, sfruttamento della sofferenza (anche se in questo Vespa gli è una spanna davanti) e quant'altro possa aumentare l'audience. Di mattina, a "Tutte le Mattine", preferiva invece ospitare i comici di Zelig ed i comici di Montecitorio, senza tralasciare l'importanza del raggiungimento del "picco".
Anche la moglie in questo non era e non è da meno; e quindi via con "Uomini e donne", "Saranno famosi" sostituito con "Amici di Maria De Filippi" (l'idea originaria era "Amici di Maria De Filippi in Costanzo"), "C'è posta per te" e per finire "Unanimous", il reality più breve e di insuccesso della storia.
L'audencite di Costanzo era particolarmente palese quando la domenica, all'inizio della sua trasmissione, arrivava a vantarsi dei successi della moglie nella sera precedente nei confronti di Fiorello.
Costanzo lasciò sia la domenica che la mattina, sembrava diretto verso uno strameritato riposo, verso attività extratelevisive. Ed invece no; perchè se il lupo perde il pelo ma non il vizio, Costanzo perde le consonanti (come si può notare nel video sopra) ma non la conduzione di un qualsivoglia programma televisivo.
Ed allora si è inventato il reality dedicato ai detenuti, un mattone terribile che non si riesce a vedere per più di dieci secondi consecutivamente, che forse piacerà solo ai parenti di chi è dietro le sbarre. Difatti, pare che Costanzo abbia sgridato l'amico D'Alema per l'approvazione della legge sull'indulto, a suo dire unico responsabile del flop di "Altrove".
E poi c'è "Buon pomeriggio", che sarebbe più opportuno chiamare "Buona pennichella".
Ed è proprio dalla visione di questa trasmissione, l'altro giorno, che ho deciso di dedicare a questo personaggio il presente post. E l'ho fatto per un semplice motivo: l'audiencite di Maurizio Costanzo non conosce limiti!
Vi racconto l'episodio.
C'era un collegamento da Erba, luogo nel quale si è consumata la tragedia di cui sicuramente siete a conoscenza: un pazzo ha ferocemente ucciso un bambino e due donne. Durante il collegamento, mentre la giornalista dava le ultime notizie, un anziano signore si aggirava dietro di lei, probabilmente nel tentativo di farsi notare dalla telecamera.
Costanzo allora non perde l'occasione: zittisce l'inviata e la invita a passare il microfono al passante, il quale viene letteralmente deriso con frasi del tipo <<lei con quel cappello assomiglia a Sherlock Holmes, prenda la sua lente d'ingrandimento e corra a scoprire l'assassino!>>. In studio, risate generali, Costanzo soddisfatto e compiaciuto infierisce sul signore, che continua imperterrito a rispondere ignaro di tutto. Alla fine di questo show di Costanzo, quest'ultimo si riprende la linea non permettendo all'inviata di concludere il proprio intervento.
Incredibile: una tragedia è stata trasformata in un motivo d'ilarità!
MAURITTIO COTTATTO, ADETTO BATTA!!!
martedì 5 dicembre 2006
Analisi della crisi del Milan
Non ve l'ho ancora detto, ma la maggior parte di voi già lo sa: sono milanista. E quest'anno non è affatto facile esserlo...
Gli interisti, vittime di sberleffi da tempo immemore, stanno finalmente prendendosi la rivincita: la loro Inter avanza quasi inarrestabile verso la conquista dello scudetto (pare che papa Ratzinger stia già toccando "ferro"), Moratti gongola più del gongolo di Striscia e Materazzi, invidioso di Totti e Gattuso, ormai accarezza il sogno di poter fare l'uomo immagine per i nuovi spot della Telecom, ruolo promessogli da Tronchetti Provera in caso di bis (?) in campionato. Lo slogan sarà: "Più meni, meno paghi".
Gli juventini, paradossalmente, forse stanno anche meglio: la loro Juve ha (o avrebbe) espiato le proprie colpe, marcia trionfalmente verso la riconquista della A, batte Zeman, assapora il gusto di fare la vittima per alcune ininfluenti sviste arbitrali, riscrive tutti i record della serie cadetta e soprattutto fa crescere giovani promettenti che, forse, non sarebbero mai stati realmente presi in considerazione se non fosse scoppiato lo scandalo "Calciopoli". Solo Lapo Elkann non vuol essere troppo ottimista: invita i calciatori a stare "in riga" ma essi disobbediscono per paura di essere tirati su (e non di morale).
E i milanisti? Noi siamo quelli messi peggio...
Siamo passati dalla richiesta del mio amico personale di riottenere due scudetti al doverci conquistare la partecipazione alla Champions solo attraverso i preliminari; dalla condizione di vittime a quella di conniventi prima e di artefici di tutto poi.
In più l'ucraino se n'è andato ad imparare l'inglese, Ancelotti chiede consigli alla moglie su come comportarsi quando si è alla fine di un ciclo, Costacurta e Maldini giocano una settimana sì ed una no per concentrarsi anche sul torneo di boccette al quale partecipano, Milan Lab ha dovuto munirsi dell'elimina-code, arbitri e guardalinee vogliono dimostrarsi superiori al presunto potere (dimenticandosi che, se c'era prima, adesso non c'è più), la squadra batte la fiacca mentre la dea della fortuna batte sul marciapiede.
Dopo un ottimo avvio, i risultati lasciano a desiderare: lo scudetto ormai è andato e la Coppa Italia figuriamoci se non la vince Mancini; resterebbe la Champions ma, se si continua a giocare così, è più pronosticabile una sincera stretta di mano tra Di Pietro e Mastella che un'affermazione dei rossoneri in Europa.
Gli interisti, vittime di sberleffi da tempo immemore, stanno finalmente prendendosi la rivincita: la loro Inter avanza quasi inarrestabile verso la conquista dello scudetto (pare che papa Ratzinger stia già toccando "ferro"), Moratti gongola più del gongolo di Striscia e Materazzi, invidioso di Totti e Gattuso, ormai accarezza il sogno di poter fare l'uomo immagine per i nuovi spot della Telecom, ruolo promessogli da Tronchetti Provera in caso di bis (?) in campionato. Lo slogan sarà: "Più meni, meno paghi".
Gli juventini, paradossalmente, forse stanno anche meglio: la loro Juve ha (o avrebbe) espiato le proprie colpe, marcia trionfalmente verso la riconquista della A, batte Zeman, assapora il gusto di fare la vittima per alcune ininfluenti sviste arbitrali, riscrive tutti i record della serie cadetta e soprattutto fa crescere giovani promettenti che, forse, non sarebbero mai stati realmente presi in considerazione se non fosse scoppiato lo scandalo "Calciopoli". Solo Lapo Elkann non vuol essere troppo ottimista: invita i calciatori a stare "in riga" ma essi disobbediscono per paura di essere tirati su (e non di morale).
E i milanisti? Noi siamo quelli messi peggio...
Siamo passati dalla richiesta del mio amico personale di riottenere due scudetti al doverci conquistare la partecipazione alla Champions solo attraverso i preliminari; dalla condizione di vittime a quella di conniventi prima e di artefici di tutto poi.
In più l'ucraino se n'è andato ad imparare l'inglese, Ancelotti chiede consigli alla moglie su come comportarsi quando si è alla fine di un ciclo, Costacurta e Maldini giocano una settimana sì ed una no per concentrarsi anche sul torneo di boccette al quale partecipano, Milan Lab ha dovuto munirsi dell'elimina-code, arbitri e guardalinee vogliono dimostrarsi superiori al presunto potere (dimenticandosi che, se c'era prima, adesso non c'è più), la squadra batte la fiacca mentre la dea della fortuna batte sul marciapiede.
Dopo un ottimo avvio, i risultati lasciano a desiderare: lo scudetto ormai è andato e la Coppa Italia figuriamoci se non la vince Mancini; resterebbe la Champions ma, se si continua a giocare così, è più pronosticabile una sincera stretta di mano tra Di Pietro e Mastella che un'affermazione dei rossoneri in Europa.
La situazione, se non si parlasse di sport, sarebbe da definire tragica. E Galliani non può farci nulla, è inibito e rispetta la decisione che è stata presa: se ne sta rinchiuso in casa, non usa più le cravatte gialle portafortuna, simpatizza Solbiatese e, come avrete certamente notato, ormai non si fa vedere più in tv.
Io so cosa andrebbe fatto e ne ho parlato con il mio amico personale. Gli ho detto "qui ci vuole una rifondazione" ma lui mi ha risposto "no, se va via l'Udc è meglio puntare sull'Udeur, lascia stare Bertinotti anche perchè tengo alla vita dei miei nipotini. Sai, i comunisti..."
FORZA MILAN!!! AI BARZELLETTIERI BASTA GIA' L'INTER!!!
lunedì 27 novembre 2006
Approccio col mondo del volantinaggio
La foto sopra è solo un fumetto: non ritrae me in azione
Come avrete forse già letto nel post inaugurale di questo blog, sto cercando di racimolare di qua e di là dei soldi. Vi ho anche chiesto (con assoluta delicatezza) di inviare (non necessariamente con delicatezza) qualche sommetta per aiutarmi ma, a quanto pare, le vostre gentili offerte sono andate perdute; tutte tranne quella del mio amico personale, Silvio Berlusconi, che mi ha inviato una discreta somma: 1000 euri. Peccato solo che questa banconota non la accetti nessuno. Ah, quest'antiberlusconismo dilagante: pur di non guardare la faccia dell'ex premier, la gente arriva a rifiutarsi di vederlo raffigurato persino sulle banconote! Povero Silvio...
Dopo questa delusione, ho deciso di fungere da montagna ed andare dal Maometto in questione: i soldi, i pìccioli, i danè. Questa trasformazione l'ho ritenuta inevitabile, anche perchè mi ero stufato di fungere sempre da Maometto ed essere pestato quotidianamente da militanti di Forza Nuova.
Ho letto vari annunci, ho fatto telefonate, ho collezionato numerosi colloqui ed altrettanti "le faremo sapere", ho rifiutato il ruolo di tronista propostomi da Màrio De Filippi (forse non si direbbe ma ho una dignità anch'io) ed ho fatto del volontariato, andando a sostituire i parlamentari assenteisti della Casa delle Libertà. Tutto inutile. Speravo almeno che l'ultima esperienza potesse farmi ottenere un ruolo all'interno di Alleanza Nazionale, mi sarei accontentato anche di fare da tutor a Geronimo La Russa, figlio di Ignazzzio, ma pare che Gianfranco Fini abbia letto il post dove mi definisco di destra e non mi abbia ritenuto dunque in linea con il suo partito.
Depresso come un abituale spettatore di "Anno zero", ho smesso anche i panni della montagna, sempre più ingombranti e soprattutto pericolosi da vestire, specie quando Alberto Tomba ha deciso -al grido di "non son più un carabiniere"- di compiere una discesa sul mio corpo, partendo dalla testa e arrivando so io dove. S'è fermato appena in tempo, quando era giunto in fondo all'addome, ormai all'ultimo "ostacolo": solo lì si è reso conto che non si trattava di uno slalom poi così gigante...
Ma, proprio quando tutto sembrava finito, ecco ciò che non t'aspetti: il famoso treno che passa una volta sola, l'occasione della vita, quello che hai sempre sognato e che, quasi per volontà divina, diviene finalmente realtà: il volantinaggio!!!
Ricevuta questa allettante proposta da una ditta di elettrodomestici, non ho esitato nemmeno un istante ad accettare; finanche il cospicuo numero dei volantini, 24mila (il mio amico personale, appena l'ha saputo, ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale), non è riuscito a spostarmi di un millimetro dalla mia ferma e convinta posizione. Pensavo: che saranno mai 24mila volantini? Che poi -a dire il vero- sono circa la metà, in quanto siamo in due a "volantineggiare". Quanto ci impiegherò, un giorno? uno e mezzo?
Vi anticipo che, col senno di poi, credo di aver commesso qualche errore nel calcolo; forse ho sbagliato a riportare qualche cifra...
In ogni modo, l'emozione era tanta e il cuore mi batteva (seppure nella norma); solo chi ha avuto l'onore di operare in questo settore può comprendere quanto sia complesso raccontare questa esperienza indimenticabile, destinata solo a pochissimi e fortunatissimi eletti.
Il volantinaggio è un lavoro che ti nobilita più di qualsiasi altro e che mette in funzione, in un crescendo di entusiasmo, tutt'e 5 i sensi: il tatto, per l'ovvio sfòglio ripetuto dei volantini e per il sempre gradevole sporco che inevitabilmente si depone sulle dita; il gusto, perchè a pranzo non sei mica a casa tua e perciò devi mangiare nel primo posto che ti capita, e ingurgiti (e chissà se ed eventualmente quando digerisci) le peggiori schifezze che ti possano capitare; l'olfatto, perchè quando t'accorgi che i volantini sono ancora tanti, ti addentri nei luoghi più impensabili per distribuirne il più possibile, e ti convinci che quel grazioso topolino presente in quella fogna laggiù in fondo abbia proprio bisogno di un televisore e che anch'egli meriti quel 10% di sconto che il volantino promette nel caso in cui venga presentato al momento del pagamento; la vista, più o meno per lo stesso motivo dell'olfatto, perchè scopri posti mai visti, mai immaginati, che solo un esorbitante volume di volantini che pesano sulle tue spalle può portarti a visitare; l'udito, perchè molta gente disconosce la purezza di questo lavoro e talvolta, com'è disgraziatamente capitato al mio collega, se si vede toccare un tergicristalli suona simpaticamente il clacson facendo saltare in aria il responsabile di una simile nefandezza...
Finalmente il gran giorno arriva.
Eccitato come la racchetta e le palline di Maria Sharapova, incontro il mio collega. Decidiamo, di unilaterale accordo, che i compiti devono essere ben precisi e distinti: uno avrebbe dovuto inserire un volantino sul parabrezza di ogni auto ed un altro volantino all'interno di ogni cassetta postale; l'altro avrebbe dovuto inserire 5 volantini sul parabrezza di ogni auto, una dozzina all'interno di ogni cassetta postale, una ventina in ogni cassonetto dell'immondizia ed una cinquantina in ogni cassonetto della raccolta differenziata di carta.
Inutile che vi dica quale dei due compiti io abbia assolto, d'altra parte chi mi conosce lo sa che per me è un dovere civico e morale favorire il riciclaggio della carta...
Ciò nonostante i volantini, sebbene siano andati via che è un piacere -talvolta cadendo dalle mie mani numerosamente ma accidentalmente (ve lo giuro su "Uomini e Donne")- non vogliono saperne di diminuire. E sì perchè, mentre scrivo, sono reduce da una giornata e mezza di volantinaggio: 15 ore di "passeggiata", praticamente senza sosta, durante le quali credo di aver percorso un tragitto equivalente almeno ad una maratona.
In questo istante ho un infernale mal di testa, un dolore alla spina dorsale, un qualcosa di indecifrabile sulle spalle, un Dario Argento ai piedi ed un tremendo fastidio persino ai pollici (che, mentre scrivo, sto accuratamente evitando di utilizzare). Eppure, incredibilmente, non sono giunto nemmeno ad un quarto dell'opera, tanto che sono seriamente intenzionato a scovare gli organi riproduttivi presenti in questi stramaledetti volantini. I maggiori sospettati sono quella modella sul davanti e quel Babbo Natale sul retro.
Tuttavia non demordo, domani si riparte. Cascasse il mondo, il lavoro sarà terminato entro sabato, anche a costo di rinunciare alla parte finale dell'edizione pomeridiana di "Studio Aperto" che, negli ultimi 28 minuti, solitamente ci aggiorna sugli ultimi calendari delle showgirl (darò un'occhiata anche a quelli degli showman dato che, come sapete, ancora devo capire quali siano i miei gusti sessuali).
Intanto, ho deciso di dar voce al mondo del volantinaggio. Ho creato il S.d.V.(s.s.s.d.c.) ovvero Sindacato dei Volantineggianti (sempre se si dice così). Ho intenzioni serie, la prossima tappa è contattare il mio amico personale non appena si sarà ripreso (era stato dimesso dall'ospedale ma è dovuto rientrarvi perchè Radio Margherita, la stazione preferita dal tassista che lo stava riportando ad Arcore, trasmetteva "24mila baci"): dopo essersi schierato -con tutta la CdL- in difesa dei tassisti stessi, degli avvocati, dei panificatori, dei farmacisti, dei processati e di quant'altri lo richiedessero via e-mail entro tre giorni dall'approvazione di una legge, perchè non dovrebbe difendere anche la mia categoria dallo sfruttamento che dobbiamo subire per colpa del Governo Prodi?
VOLANTINEGGIANTI DI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!!!
mercoledì 22 novembre 2006
Presentazione del sottoscritto e del blog
Qui sopra, Luigi Pirandello, disperato per la storpiatura
del titolo della sua commedia "Così è (se vi pare)"
Più d'uno leggerà questo primo (e conseguentemente storico) post del mio blog. Dunque, se sei "un Riccardo" puoi benissimo ignorare quanto segue, dato che mi conosci già abbastanza bene; se sei "una Tina", o un altro che conosco nei vari forum a cui sono iscritto, leggi pure, conoscerai un po' di notizie (sebbene inutili) in più sul mio conto.
Ma veniamo al dunque...
Il mio nome è Matteo, sono nato il 22 marzo dell'86 (il secolo non lo specifico per non dare troppe informazioni personali) a Messina, ma vivo in provincia, più precisamente a Spadafora, e ancor più segnatamente ad Arcipretato, una frazione che ho intenzione di guidare verso la libertà contro l'oppressione spadaforese. Ho già dalla mia parte ben 7 persone pronte a dare finanche la vita per l'ideale: potrebbe sembrarvi un numero esiguo, ma sappiate che rappresenta un buon 30% della popolazione; stiamo iniziando ad ammaestrare le zanzare, e i nostri servizi segreti, comandati dal valoroso ed intrepido generale "Don Peppino lo sparaballe", ci assicurano che Ahmadinejad (o "Amuninni i 'cca" come suole chiamarlo Don Peppino) stia tentando di stringere un'alleanza con noi. Se queste voci saranno confermate, rifletteremo sul da farsi: bisognerà eventualmente verificare se il suo tentativo di formare quest'asse Arcipretato-Teheran abbia sinceri propositi o se sia meramente finalizzato solo a spiare il nostro metodo di ammaestramento di zanzare intelligenti, per poi minacciare nuovamente l'America. Ma noi arcipretatesi non ci faremo di certo usare, a noi mica la si fa così facilmente...
Ho da poco terminato di scaldare le sedie di un istituto industriale, conseguendo così un immeritato pezzo di carta, volgarmente denominato "diploma", con una valutazione esorbitante e sproporzionata: 63/100! Dunque, sono divenuto a tutti gli effetti un perito elettrotecnico (che ho da poco compreso che non provoca problemi di aerofagia). Troppa grazia; non meritavo tanto. D'altra parte, con quasi tutti i professori ho sempre avuto un ottimo rapporto, spesso migliore rispetto a quelli stretti con i miei compagni; e inoltre, son convinto che alcuni insegnanti andassero d'accordo più con me che tra di essi. Da qui, probabilmente, la clemenza nei confronti del mio rifiuto allo studio.
Ciò nonostante, dopo un anno sabatico (quello in corso) nel quale tenterò di lavoricchiare e mettere qualche soldino da parte (per eventuali offerte spedire minimo 50 euri all'indirizzo che praticamente vi ho già dato), ho intenzione di iscrivermi all'università. Follia? Forse sì, forse no; in effetti, vi ho già parlato del mio "impegno" -se così si può definire- in ambito scolastico: ma se è vero che io sto allo studio come Den Harrow sta all'autocontrollo, se è vero che definirmi "non proprio un secchione" potrebbe farmi vincere il premio "Eufemismo del secolo", se è vero che io amo lo studio quanto Federica Fontana ama me, se è vero che finora lo studio ha rappresentato per me ciò che le pupe de "La pupa e il secchione" rappresentano per la cultura, è pur vero però che, pur non ritenendomi la dimostrazione vivente dell'esistenza di forme intelligenti sul nostro pianeta, non sono nemmeno un Luca Giurato qualsiasi, e poi, se un determinato argomento stuzzica il mio interesse, posso anche far la fatica di impegnarmi. Credo che, alla fine, propenderò per la facoltà di Lettere e Filosofia, anche se sono ancora indeciso sull'indirizzo. Ma d'altronde, che anno sabatico sarebbe se fossi già sicuro su tutto?
Mentre che ci sono, utilizzerò questo anno di irripetibile sfruttamento delle mie funzioni cerebrali per decidere dei miei gusti sessuali: chissà se da un giorno all'altro scoprirò di essere gay; sarebbe una sorpresa sconvolgente, per me che son convinto di essere un comunissimo ermafrodita.
Passiamo ai miei interessi: mi piace molto leggere, soprattutto quotidiani, libri riguardanti fascismo e mafia, romanzi pirandelliani e biografie di ogni tipo; mi diletto a scrivere, dalle poesie alle canzoni a quant'altro, purchè in maniera rigorosamente insensata e scevra di logica (si nota molto???); seguo qualsiasi tipo di sport, dal calcio al curling, senza tralasciare il sempre bistrattato badmington, pur non praticandone alcuno (almeno finché lavarsi i denti e muovere il mouse non diverranno discipline olimpiche a tutti gli effetti); vedo la tv, dalla più seria (come i documentari: quanto mi piace vedere gli insetti che si mangiano tra loro!) alla più divertente (South Park, Gialappa's band ed Emilio Fede in primis); navigo su internet, e, se non fosse per il provvidenziale mal di mare che mi affligge, rischierei di starci giornate intere; seguo la politica, sebbene sempre con meno interesse e più sfiducia ogni giorno che passa, non avverto l'esigenza di schierarmi, ma, se venissi obbligato a farlo, magari minacciato in modo vile con una trasmissione di Màrio De Filippi, messo alle strette, mi definirei di destra (ma, tengo a precisare, non di quella rappresentata in Italia).
Arrivato a questo punto, potrei anche insultarvi uno per uno, dato che nessuno di voi probabilmente sarà riuscito ad evitare, nel migliore dei casi, di abbandonarsi tra le braccia di Morfeo già ben prima di metà post. Invece, spinto da un inguaribile -ma al contempo eccessivo- ottimismo, ringrazio quanti hanno altruisticamente perso questo prezioso e irrecuperabile tempo della loro -seppur ancora molto lunga- vita per leggere le irrilevanti righe di cui sopra.
Vi invito inoltre, qualora lo vogliate, a seguire anche in futuro questo blog, nel quale parlerò un po' di me e molto di attualità, tra il serio e il faceto, prestando notevole attenzione agli avvenimenti più importanti del pianeta Terra, dello sport, della tv italiana e quant'altro possa essere di interesse per voi rappresentanti, più o meno degni, della categoria degli homo sapiens sapiens.
I commenti ai post (a questo in particolar modo), se educati ed opportuni, e possibilmente dotati di una sana dose di ironia (questo blog vuol essere sostanzialmente leggero), saranno più che ben accetti: misureranno il vostro gradimento del mio operato, incoraggiandomi a postare il più possibile. Vi chiedo di non usare un linguaggio offensivo o volgare e di non lasciare commenti razzisti o intolleranti, pena la cancellazione del commento in questione: questo blog è aperto a tutti.
L'obiettivo minimo è quello di inviare almeno un post la settimana; il prossimo aggiornamento avverrà molto probabilmente entro fine mese. Per questa scadenza, presumibilmente, tutte le persone di mia conoscenza saranno, a loro volta, a conoscenza (non mi scuso per la ripetizione) della creazione di questo blog.
Ciao a tutti e alla prossima.
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