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mercoledì 14 febbraio 2007

Viva San Faustino!

La festa per chi avrebbe voluto festeggiare 24 ore prima

Mettiamo in chiaro una cosa fondamentale: io sono single solo e soltanto per scelta. E che poi tale scelta non sia mia, ma delle ragazze, è solo un dettaglio di poco conto.
Cosa posso farci se la ragazza che mi piace non mi degna di uno sguardo, se quando mi avvicino se ne scappa (si sarà accorta di quando l'ho pedinata fino a scuola!?!), se non riesco nemmeno a rivolgerle la parola, se non è bastato intossicarmi di Marlboro nella speranza di sentirmi chiedere "mi offri una sigaretta?", se, insomma, con le ragazze non ci so fare!?!
Sarà che nella scuola che frequentavo le ragazze erano poche e selezionatissime tra i peggiori esemplari del gentilsesso (gentili si fa per dire), sarà che sono un po' troppo esigente dato che non sono socio del club "La mia ragazza ideale dev'essere bella, simpatica ed intelligente" che vanta milioni di iscritti in tutt'Italia, sarà che il mio fine intellettualismo (sic) poco si addice alla ragazza moderna, sarà che non sono Costantino Diuominiedonne, sarà quel che sarà, ma sono single. E questo è l'unico, vero, incontrovertibile dato di fatto!
In ogni modo, ad essere sincero, è una situazione che mi pesa ben poco. Sarei bugiardo a dire di essere un single contento, ma mi pesa davvero poco. Ho visto parenti e conoscenti, omoni e machi piangere come bimbi. Non so come mi comporterei io. Le effimere storielle adolescenziali poco si addicono al sottoscritto. Non oso nemmeno immaginare, col mio carattere, come reagirei di fronte ad un "Caro Matteo, mi prendo un periodo di riflessione", tipico preludio a "Caro Marco... ehm Matteo... ti ho detto che sto riflettendo (sospiri di Marco in sottofondo), lasciami stare, quanto sei appiccicoso! No, non dico a te Marco, tu continua pure! Matteo ora ti lascio che sto con un'amica" e poi a "Caro, carissimo Matteo, ho riflettuto: credo che io e te saremo i migliori amici del mondo" e poi mesi e mesi ad ascoltare Marco Masini fino al suicidio!
E dire che l'opportunità di festeggiare San Valentino l'ho avuta. Giorno 12 ero in città e, quando sono in città, una tappa in qualche libreria è d'obbligo. Quel giorno capitò alla Mondadori, dove c'è un commesso dell'altra sponda. No, non è di Reggio Calabria, è omosessuale. Già tempo fa, al mio primo acquisto in quella libreria, si rivolse in maniera fin troppo gentile con me. Mi disse "Ooooh, che fortuuuuna, proprio fino ad oggi tutti i saggi costano appena 6 euroooo". Alla fine non guadagnai chissà quanto, appena 2,40 euro, credo che quel suo modo di fare fosse davvero esagerato! Inoltre, dato che la libreria era piuttosto grande ma sprovvisto di personale, gli chiesi se per caso cercassero qualche commesso. Mi rispose di no ma mi invitò a dargli il mio numero di telefono cosicchè potesse informarmi in caso di nuovi sviluppi. Il mio "no grazie" e la mia fuga furono un tutt'uno! Comunque giorno 12, dicevo, entro in libreria. E riecco il commesso dell'altra volta. Mi guarda, mi sorride, chiede alle colleghe se volessero un caffè, poi si rivolge a me facendo la stessa domanda. Stavolta mi limito a dire "no grazie" senza fuggire (a scanso di equivoci, e per non turbare nessuno, sto solo scherzando: è semplicemente un ragazzo gay molto gentile, avercene...)
Mi domando: non è che il mio fascino (che c'è, perchè c'è, indubbiamente c'è) colpisce solo i gay? E ancora, non è che sono proprio io inconsapevolmente gay? Vuoi vedere che i miei compagni avevano ragione? Io gay! In effetti tutto quadra con il mio parere favorevole ai pacs. Chi è favorevole ad essi? Generalmente quelli di sinistra ed i gay (i quali non stanno tutti da quella parte come erroneamente detto da Silviuccio!). Ed io di sinistra non sono.
Quest'anno è andata come è andata, ma il prossimo febbraio voglio festeggiare un giorno prima. Quindi, se qualche ragazza vuole proporsi, lasci il proprio curriculum con la foto allegata inviandolo al mio indirizzo di posta elettronica. Come dicono a me da mesi "le faremo sapere..."

AUGURI A TUTTI I SINGLE!!!

sabato 10 febbraio 2007

Questione di tempismo

Prima di puntare il dito e parlare, meglio stare attenti!

A chi di voi non è mai capitato di fare delle brutte figure? Credo proprio a nessuno. Le mie le racconterò in questo blog e lo farò "a puntate", ovvero quando ne avrò voglia ne racconterò una. Ecco la prima puntata.
Questo episodio è successo qualche anno fa. Andrebbe raccontato gesticolando per rendere al meglio l'idea, ma accontentatevi di leggerlo!
Ricordo che era l'ultima settimana di scuola del secondo anno delle superiori. E c'era l'ora di biologia. Come sempre, quando c'era questa materia, l'ultimo pensiero che potesse sfiorarmi il cervello era quello di ascoltare quel sedere abnorme chiamato professoressa spiegare la lezione. Piuttosto parlavo del più e del meno con i miei compagni, rigorosamente in fondo alla classe, il più lontano possibile dalla cattedra.
Ad un certo punto sentii i miei compagni urlare ed inveire contro la professoressa. Non capii il perchè, chiesi informazioni ma nessuno mi sentiva! Queste urla durarono oltre un minuto fin quando, dopo le mie ripetute sollecitazioni, mi venne finalmente spiegato che la professoressa aveva appena fissato un compito in classe per il giorno dopo.
La cosa non era affatto strana. Come detto, eravamo alla fine dell'anno scolastico ed ancora nell'ultimo trimestre non avevamo fatto nessun compito. C'era insomma da aspettarsi questa decisione. Eppure quelle proteste molto colorite nonchè prolungate mi colpirono profondamente nel cuore e nella mente convincendomi ad unirmi alla battaglia insieme ai miei compagni contro l'iniquo compito in classe assegnatoci!
Nella mia protesta, siccome sarei partito in netto ritardo rispetto ai miei compagni, ritenni opportuno guadagnare il tempo perso in precedenza andando "un po'" sopra le righe. Pensai dunque di alzarmi, puntare il dito verso la professoressa (approfittando del fatto di essere coperto dai miei compagni i quali erano tutti in piedi) ed urlare a squarciagola (tanto la mia voce era coperta dalle altre) il seguente "quesito": MA CHE CAZZO DICI!?!
Incredibilmente però, mentre io mi alzavo, la professoressa con un urlo fece sedere e zittire tutti i miei compagni. In pratica quella frase gliela dissi proprio in faccia! Non so quale santo quell'anno mi salvò dalla sospensione e dalla bocciatura.

VIVA IL TEMPISMO!!!